venerdì 23 marzo 2018


SPIE, TITOLONI ED EFFETTI LINGUISTICI SECONDARI

Processi sbrigativi e propaganda di scuola

Martedì, 13 marzo 2018. Il Post pubblica un articolo dal titolo “Tutto sul caso della spia russa avvelenata” e, nel sottotitolo scrive: <<Chi è Sergei Skripal, come e perché è stato avvelenato e cosa farà ora il Regno Unitocontro la Russia, spiegato bene>>. La notizia, come tutto ciò che riguarda misteri e servizi segreti, desta immediatamente interesse in un’ampia categoria di lettori, i quali, tuttavia, sono messi, fin dall’inizio, davanti al fatto compiuto. Analizzando anche in modo superficiale la tecnica di composizione linguistica dell’articolo, non si fa alcuna fatica a dimostrare che i media hanno svolto sbrigativamente il proprio processo, condannando la Russia irreversibilmente e senza concedere facoltà di difesa. Per carità, molti elementi ci inducono a pensare che i russi ne sappiano qualcosa: Skripal è un ex agente del GRU (Servizi Segreti militari russi) inviato in Spagna all’inizio degli anni Novanta, ma divenuto presto collaboratore dell’MI6; incarcerato la prima volta per alto tradimento, viene rilasciato grazie a uno scambio di ‘prigionieri illustri e utili’ tra USA e Russia, nel 2010. E inoltre, l’agente nervino utilizzato è pretta produzione chimica russa. Chi non penserebbe a ‘Putin’ quale mandante? Il film è già bell’e fatto.

Possiamo dirci convinti tuttavia che la trama sia quella appena intravista o può darsi che si tratti d’un trailer elaborato ad arte? Se vogliamo distinguerci per zelo analitico e imparzialità, dobbiamo guardare molto oltre. Rileggiamo il sottotitolo: <<Chi è Sergei Skripal, come e perché è stato avvelenato e cosa farà ora il Regno Unito contro la Russia, spiegato bene>>. In pratica, il discorso è costituito da quattro segmenti semantici; non ha, in altri termini, una sola unità di significato, come potrebbe sembrare di primo acchito: 1) chi è Skripal; 2) come è stato avvelenato; 3) perché è stato avvelenato; 4) e cosa farà ora il Regno unito contro la Russia; 5) spiegato bene. “Chi”, “come” e “perché” sono coordinati per asindeto, cioè mediante la virgola o assenza di congiunzione, mentre il quarto segmento, a scopo di messa in risalto, viene collocato alla fine della coordinazione ed è introdotto dalla congiunzione “e”. Tra le altre cose, esso si sviluppa in una struttura più complessa delle precedenti e designa l’unico vero e proprio focus dell’intero sottotitolo: cosa farà il Regno Unito contro la Russia, giacché è ormai evidente e inequivocabile che Skripal è stato ucciso dai russi.

Dov’è l’evidenza?  

Lo stesso autore, a metà dell’articolo, in piena contraddizione con quanto sostiene in precedenza, scrive:

<<Non è ancora chiaro come Skripal e sua figlia sono stati avvelenati e l’indagine su quello che è successo – guidata dall’unità antiterrorismo della polizia britannica – sta coinvolgendo centinaia di agenti. Sono state raccolte decine di testimonianze e video di telecamere a circuito chiuso, ma se ci sono stati sviluppi concreti la polizia non li ha ancora comunicati al pubblico.>>

Dunque: manca chiarezza sul metodo, la polizia non ha ancora comunicato dati concreti sul caso, ammettendo che ce ne siano, eppure il redattore de Il Post, in linea con l’informazione dominante, assume una posizione di colpevolista nei confronti della Russia. Sia chiaro: avremmo potuto scegliere qualsiasi altro articolo sull’argomento, dal momento che i media sono accomunati da un certo stile propagandistico, aprioristico e molto poco analitico, per così dire! Il Post ha avuto il vantaggio dell’indicizzazione e null’altro: premiato da Google e messo al primo posto, lo abbiamo scelto.


I meccanismi che stanno alla base di queste formule perlocutorie, formule linguistiche atte a generare un certo effetto nel lettore-fruitore, sono due, sebbene a esse si faccia ricorso talora anche inconsapevolmente: l’implicatura conversazionale e la presupposizione. Ne abbiamo parlato a lungo in alcune pubblicazioni precedenti, pertanto qui ci limitiamo a dire che si tratta di fenomeni mediante i quali lo scrivente o assume un antefatto come vero e indiscutibile (presupposizione), costruendo su di esso il discorso, o lascia che il lettore faccia delle deduzioni di verità (implicatura).

E cosa farà ora il Regno Unito contro la Russia

Si presuppone inequivocabilmente che La Russia abbia già fatto qualcosa contro il Regno Unito, che, a propria volta, è costretto a vendicarsi.

Prendiamo ora in esame un’altra frase in cui l’autore s’imbatte in una forzatura linguistico-strumentale:

Sono state raccolte decine di testimonianze e video di telecamere a circuito chiuso, ma se ci sono stati sviluppi concreti la polizia non li ha ancora comunicati al pubblico

In questo caso, il corpo del reato è rappresentato dalla congiunzione coordinante avversativa “ma”, che funge da attivatore dell’implicatura. Il collegamento tra la raccolta delle testimonianze e le comunicazioni della polizia non è immediato né logico o naturale, ma viene costruito, ossia ‘implicato’ dall’autore, il quale offre al lettore il piano della deduzione. Per quanto ciascuno di noi possa essere temprato e ‘addestrato’ all’ermeneutica, accade facilmente di lasciarsi catturare da certe ‘suggestioni’.

Nessun progetto d’analisi può essere pensato in assenza dei riferimenti di sistema cui esso appartiene; di conseguenza, pur non volendo fare i complottisti, non possiamo fare a meno di ricordare che questo articolo, come tanti altri, viene pubblicato a poco meno di una settimana dalle elezioni politiche russe, di cui adesso conosciamo l’esito. Allo stesso modo, non si può passare sotto silenzio che la Russia, da qualche mese, ha consolidato la propria posizione nel Medio Oriente siglando un accordo con l’Egitto in virtù del quale i due paesi per cinque anni rinnovabili possono utilizzare l’uno le basi aeree dell’altro. E nessuno può far finta di non sapere cosa è accaduto in Inghilterra a causa di Cambridge Analytica. Insomma, se solo dessimo una rapida occhiata ai dati finanziari in corrispondenza della reazione della May, dati che, per esempio, indicano un’impennatadella sterlina, dovremmo per lo meno ‘fermarci a dubitare’.

Noi non siamo affatto in grado di puntare il dito contro qualcuno, ma di certo non rinunciamo all’analisi.  

  

Nessun commento:

Posta un commento