venerdì 13 gennaio 2017

LA CURVA DELLA DOMANDA

#errorieparole #legami

(la rubrica del lun, mer e ven di #AnalysisAndForecasting)

Nella relazione triangolare tra consumatore, bene o servizio e reddito, emerge subito un dato sorprendente: quando si registra un aumento improvviso del reddito, l’interesse dei consumatori è immediatamente rivolto ai beni di lusso, per così dire. In pratica, secondo la statistica di riferimento, è sufficiente un’entrata straordinaria, anche modesta, affinché venga acquistato qualcosa di accessorio o, addirittura, inutile. Questo fenomeno è apparentemente inspiegabile. Per quale motivo – ci si chiede – un uomo abituato alle ristrettezze per mesi e, talora, anche per anni, in caso di una vincita di poche migliaia di euro, per esempio, non pensa di gestire la somma secondo i criteri elementari del risparmio e della prudenza?


Esiste una branca dell’economia che prende il nome di economia comportamentale e segue le metamorfosi dell’interesse dei consumatori studiandone i profili. Gli esperti hanno dimostrato che, in molte circostanze, il motivo che sta alla base di talune scelte è irrazionale. Di conseguenza, non è raro che un operaio, pur vivendo di stenti, decida di acquistare l’ultimo modello dell’iPhone o del Samsung. Recenti studi hanno attestato che nel mondo esistono circa sei miliardi di smartphone, ossia più di uno per abitante, se si considera che la popolazione mondiale è fatta anche da bambini e da una categoria di anziani che non è più in grado di gestire i ‘telefoni intelligenti’.  Naturalmente e per fortuna, l’irrazionalità non è l’unica spinta all’acquisto; anzi, si può dire che, in genere, esistono delle precise leggi che regolano il rapporto tra domanda e offerta. Quantità del bene, prezzo e disponibilità all’acquisto del consumatore sono le variabili da prendere in esame. Si sa o, se non lo si sa, è facile intuirlo, che il legame tra offerta e domanda è condizionato dal prezzo ed è, di conseguenza, inversamente proporzionale: all’aumentare del prezzo, diminuisce la domanda e viceversa. La domanda è chiaramente una funzione del prezzo.

Nelle moderne economie di mercato, si deve tenere conto di un fondamentale cambiamento linguistico, in virtù del quale il focus della questione è costituito dal consumatore. Infatti, si definisce domanda la quantità di un bene che i consumatori sono disposti ad acquistare e non la quantità di prodotto messa a disposizione dall’azienda produttrice. È evidente altresì che altri fattori intervengono a costruire la cosiddetta curva: reddito, beni correlati, moda, demografia et cetera.


Un fattore che non deve sfuggirci è dato dall’elasticità della domanda stessa, che consiste nella variazione percentuale di domanda e prezzo, variazione a causa della quale la curva degli assi cartesiani si modifica. Prendendo in esame un prodotto e il suo bene correlato, ci rendiamo immediatamente conto dell’effetto elasticità. In tutti i libri di Economia per studenti, si scelgono il burro e la margarina e così facciamo anche noi. Se i prezzi dei due prodotti restano invariati a lungo, il consumatore tende a rifornirsi di burro, tuttavia, se si rileva una diminuzione del pezzo della margarina, vale a dire del bene correlato, allora il consumatore modifica immediatamente l’asse dei propri acquisti e ne diventa acquirente, anche se il prezzo del burro non è cambiato. A questo punto, i produttori del bene principale, possono intervenire al ribasso con modifiche anche irrisorie del prezzo. Se ciò accade, si nota un nuovo posizionamento della curva perché il consumatore ritorna sui propri interessi originari.  

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