mercoledì 11 gennaio 2017

IL RICICLAGGIO DI DENARO SPORCO

#errorieparole #legami

(la rubrica del lun, mer e ven di #AnalysisAndForecasting)

Chi pensa che i riciclatori siano loschi figuri dediti al malaffare e avvezzi alla violenza commette un errore madornale: il riciclaggio di denaro sporco è un’arte complessa ed elitaria ed è praticata da artisti raffinati, competenti e, soprattutto, ben vestiti. Sono uomini che vivono nelle ombre dei mercati, raggiungibili solo attraverso l’istituto dello sponsor, in grado di destreggiarsi tra diritto societario, speculazione finanziaria e immobiliare e obblighi fiscali: sono scienziati della finanza, prestigiatori dell’elusione; insomma, gente che ha studiato parecchio.


La cronaca è spesso farcita di storielle e aneddoti circa l’esportazione di denaro contante, l’alterazione delle scommesse sportive e le famigerate società offshore, tuttavia è almeno il caso di precisare che ognuna di queste soluzioni criminose è preceduta da metodo e programmazione. Quando un’organizzazione criminale punta alle scommesse sportive per ripulire il denaro proveniente dalle estorsioni, dal narcotraffico o dall’evasione fiscale et cetera, essa non può mica consegnare ‘pacchi di soldi’ allo sportello di una banca (...almeno non sempre!), ma, per esempio,  avvalendosi di collaboratori fidati all’interno del sistema, non fa altro che acquistare le scommesse vincenti. In pratica, se tizio vince € 100,00, il riciclatore acquista il biglietto vincente per € 110,00 e si ritrova tra le mani un documento che certifica una somma ‘pulita’. In questo caso, non c’è alcunché di complicato, ma ne ricaviamo subito una considerazione importante: il primo anello della catena di riciclaggio è costituito dalla rete di collaboratori.

Facendo leva sull’esistenza comprovata della suddetta rete, è possibile che le organizzazioni criminali varchino facilmente anche la soglie delle banche, come potrebbe fare qualsiasi correntista che volesse depositare una certa somma sul proprio conto. La quantità è, quindi, il fattore dominante. Ci si provi, nello stesso tempo, a immaginare con quale perizia e con quale scrupolo il riciclatore deve gestire la contabilità! Non è un ambiente in cui gli ammanchi dovuti a un eventuale errore di distrazione sono perdonati facilmente.


A questo punto, bisogna volgere lo sguardo alle operazioni di grado e complessità superiori, per le quali la rete stessa non è più sufficiente: serve, è fondamentale, ma non è tutto. I casinò, non di rado, sono presi di mira perché consentono un effetto lavatrice immediato e a buon mercato, dato che, sfruttando il meccanismo della frequenza, si può impiegare un numero inferiore di risorse umane. Una volta concessa una lauta ricompensa ai responsabili della casa da gioco, si acquista una certa quantità di gettoni – inizialmente anche modesta – allo scopo di fare poche puntate fittizie e riconvertire immediatamente i gettoni in denaro con rilascio del certificato di vincita.

L’evoluzione ‘commerciale’ si ha con la costituzione di un certo numero di società a responsabilità limitata, mai inferiore a due, mediante cui si avvia lo scambio dei servizi e delle relative fatture. Si capisce che il capitale sociale importa molto poco. I proprietari del denaro, tra le altre cose, possono essere assunti da una di queste società, così da ottenere una serie di sgravi fiscali e di benefit, oltre a uno stipendio mensile. Se si crea un vero e proprio circuito ‘virtuoso’, diventa molto difficile per gli investigatori smontare lo schema d’interazione. In alcuni casi, s’è attestata la presenza di intrecci talmente fitti da contenere anche un centinaio di società.


Si è già detto ed è risaputo che queste grosse somme di denaro, molto di frequente, vengono dirottate all’estero, in direzione di paradisi fiscali; per la qual cosa deve intervenire l’eccellenza del riciclatore, cioè una figura professionale che, oltre ad avere competenze specifiche, possa vantare anche relazioni sociali importanti in diversi paesi. Il primo passo di un’operazione di questo tipo è sicuramente il più pericoloso tra quelli da compiere perché il denaro, diversi milioni di euro, in genere, deve essere spostato fisicamente da un paese all’altro. I metodi principali sono due: il cosiddetto cash-to-cash e il trasporto. Nel caso del cash-to-cash, l’organizzazione criminale o, più in generale, il possessore di denaro sporco si rivolgono a un’organizzazione bancaria internazionale clandestina che dispone di enorme liquidità in diverse città del mondo. Un attimo dopo la consegna, il riciclatore non fa altro che telefonare al proprio referente di zona per accertarsi che chi va a ritirare il denaro sia in possesso della password corretta e gli ordina di pagare la cifra pattuita, cui viene sottratta la commissione richiesta. Il denaro non fa altro viaggio, non viene più toccato. Nel secondo caso, invece, si organizzano delle vere e proprie spedizioni con macchine civetta e macchine ombra per arrivare a destinazione.  La messa in funzione della lavatrice avviene, dunque, all’estero, dove si può trovare subito un istituto bancario riconosciuto legalmente, ma compiacente, oppure si fa nascere una prima società. Il Lussemburgo è un meta abbastanza ricercata per la costituzione di Società a Partecipazione Finanziaria (SoParFi), capitalizzate esclusivamente con denaro di dubbia provenienza e protette dal silenzio delle banche.  Queste SoParFi, come si può dedurre dal nome, sono concepite con l’unico obiettivo di effettuare acquisizioni di altre società. Da questo momento in poi, scatta il meccanismo di costruzione delle scatole cinesi, tant’è che la successiva società non viene costituita neppure in Lussemburgo, ma presso un altro paese: di solito, si tratta di una LTD, cioè una limited company di diritto inglese, che ottiene una linea di credito grazie alla riproduzione di una serie di garanzie bancarie ben pagate. La seconda società, a propria volta, può capitalizzare una terza società in un terzo paese e, alla fine del percorso, spunterà, nella totale limpidezza, una società italiana, che potrebbe essere la quinta o la sesta della serie e che, a questo punto, non avrebbe alcunché da temere.

Lungo il suesposto itinerario, non abbiamo menzionato affatto le operazioni d’investimento finanziario, il trading immobiliare o il trading classico, che, in genere, implicano la cooperazione ‘criminosa’ di società fiduciarie, banche e operatori o broker presta-nome. La tecnica d’approccio è sempre la stessa: trasporto del denaro a destinazione e accoglienza da parte dell’istituto. Superate queste fasi critiche, il denaro viene autenticamente ‘frammentato’ in un modo simile a quello che accade con la cartolarizzazione e viene investito in titoli di diversa natura. A questo punto, entra in gioco la società fiduciaria, che, in apparenza, si fa presentatrice di una serie di investitori pronti a entrare nel mercato. Ne vien fuori un accordo commerciale tra la banca e la società fiduciaria, i cui clienti, come s’è già intuito, sono i rappresentanti dei possessori o i possessori stessi del denaro che era stato sottoposto a riciclaggio.  


Purtroppo, non siamo in grado di andare molto oltre con gli esempi perché le variabili sono talmente numerose che una classificazione, a nostro avviso, risulta impossibile.

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