lunedì 23 gennaio 2017

IL MONEY TRANSFER

#errorieparole #legami

(la rubrica del lun, mer e ven di #AnalysisAndForecasting)

S’è attestato che nel 2010, dall’Italia sono stati trasferiti oltre 6 miliardi di euro verso i paesi stranieri. La Cina è stato il maggiore tra i paesi beneficiari. Il sistema adottato per lo spostamento di queste somme è stato, per l’appunto, quello del money transfer, ovverosia il ricorso a delle piccole agenzie di trasferimento del denaro ben collegate a un circuito internazionale e che, con una commissione del sette per cento circa, consentono delle transazioni rapide ed efficienti. Le più note tra queste sono sicuramente Western Union e Money Gram. È molto meno noto che l’Italia è il secondo paese al mondo per volume d’affari di questo tipo. Il primo è la Spagna. Non si capisce bene per quale motivo l’Italia, le cui norme in materia di antiriciclaggio e, di conseguenza, sulla circolazione del contante sono ormai molto stringenti, sia così amato da queste agenzie.


I dubbi che questo business fa nascere in tutti noi sono parecchi. Infatti, la semplicità con cui può essere effettuata un’operazione – in pratica, bastano i contanti e un documento d’identità – lascia intravedere l’ipotesi di fini illeciti e che sfuggono sistematicamente ai controlli. Quando s’è parlato del riciclaggio, s’è detto che l’esistenza di una rete di collaboratori fidati può permettere al riciclatore di eludere ogni forma di controllo di polizia. In questo caso, è difficile a dirsi in che misura percentuale il denaro fatto transitare da queste agenzie sia trasferito per finalità terroristiche, ma è verosimile che sia sottratto al fisco.

L’ingresso in Italia di una banca extracomunitaria può avvenire solo in seguito all’approvazione della Banca d’Italia e del Ministero degli Affari Esteri. La banca, in quanto soggetto giuridico sottoposto alla vigilanza della Banca d’Italia, per svolgere attività di raccolta diretta e impiego deve osservare scrupolosamente la normativa sulla trasparenza e sull’antiriciclaggio. E inoltre, coloro che lavorano all’interno dell’istituto di credito o d’un qualsivoglia intermediario finanziario devono essere iscritti negli elenchi degli agenti e dei mediatori gestiti dall’Organismo Agenti e Mediatori. In gergo, si dice che devono possedere requisiti di onorabilità e professionalità, che si ottengono col superamento di un esame e con un aggiornamento annuo, oltre che con una condotta adeguata. Si capisce facilmente che coloro che commettono reati contro il patrimonio possono incontrare qualche difficoltà a qualificarsi presso l’Organismo. Qual è invece l’identità professionale dei gestori delle money transfer? Essi non sono tenuti al superamento di un esame né all’iscrizione negli elenchi degli agenti in attività finanziaria. L’autorizzazione di cui godono è quella del paese di provenienza.


A questo punto, dato che il fatturato annuo dichiarato dagli stranieri in Italia supera i trenta miliardi di euro, non ci vuole chissà quale presupposto scientifico per capire che il flusso finanziario è spaventoso e, in quanto tale, dovrebbe essere seguito diversamente. 


Nessun commento:

Posta un commento