mercoledì 23 novembre 2016

LA BG, L’SKR E LA FIDEIUSSIONE


#errorieparole #legami

(la rubrica del lun, mer e ven di #AnalysisAndForecasting)

Abiti alla moda, discreta dizione, accattivante parlantina, bmw o mercedes in bella mostra: sono i faccendieri o, per traslazione linguistica, i facilitatori del mondo della finanza bancaria, sempre pronti a fornire soluzioni efficaci; non si sa dove trovino il denaro per condurre un certo tenore di vita, come non è facile capire quale sia il loro vero compito; eccellono di certo nell’esercizio del millantato credito. Molti di loro, dichiarano sottovoce di avere addirittura contatti nei servizi segreti, magari mentre sorseggiano un caffè, con disinvoltura e guardando di sottecchi l’interlocutore. Non disdegnano il sigaro, di cui sono raffinati intenditori e narrano aneddoti e avventure degne del migliore Sean Connery. Tra le loro mani, si trovano quasi sempre MT, FCO, BG e tanti altri documenti simili, che, a loro dire, possono essere trasformati immediatamente in milioni di euro. Nella maggior parte dei casi, sono ciarlatani, imbonitori, truffatori e null’altro.


A tal proposito, si può cominciare col far notare, per esempio, che la BG, cioè la Bank Guarantee, oggi transita da una banca all’altra. Pertanto, se qualcuno ne porta una in giro, conservandola nella propria ventiquattrore, qualche sospetto sull’autenticità del documento è legittimo. La BG non è altro che un ‘impegno di pagamento’ prodotto da una banca verso un’altra banca a determinate condizioni; non si tratta di ‘merce’ che viene consegnata mediante la cassa e al dettaglio e – cosa da non sottovalutare – ha un costo, un cosiddetto fee di noleggio o acquisto. La banca emittente, quindi, riceve un ordine di pagamento dal cliente, in genere, un acquirente anche nell’ambito di una transazione commerciale importante, in seguito alla richiesta di garanzia da parte di un venditore. Di fatto, la Bank Guarantee, che in Italia non va per la maggiore, diventa monetizzabile solo in caso d’inadempienza dell’acquirente e non come strumento finanziario indipendente. Ciò che spesso trae in inganno i faccendieri creduli è l’idea secondo cui la BG è uno strumento negoziabile a prescindere dalle condizioni; il che è totalmente falso. Tra le altre cose, in materia di Bank Guarantee, non è affatto possibile generalizzare: dall’import-export alla gestione dei performance bond, cambia il valore percentuale della BG e si sposta il focus dell’impegno. In quest’ultimo caso, l’emissione è richiesta al venditore.


Diverso è il caso di un’altra garanzia bancaria, la fideiussione, la cui storia è molto più limpida di quella del precedente strumento. In Italia, è molto in uso e si sviluppa interamente nella relazione economico-finanziaria privata tra un cliente, persona fisica o giuridica, e una banca, la quale adesso interpreta il ruolo del garante a fronte di un debito. In sostanza, si tratta di una vera e propria garanzia in funzione della quale la banca, ovvero il fideiussore, s’impegna a pagare il debito, qualora il debitore non sia più in grado di pagare. Il meccanismo è semplice. Chi la richiede, per lo più, è il venditore per proteggere il valore del bene o del servizio venduti. La banca emittente, tuttavia, non la rilascia con semplicità. Essa segue infatti il classico iter d’indagine sul debitore, oltre a richiedergli una caparra in deposito cauzionale, una commissione, che si aggira intorno all’1%, e un interesse che varia a seconda dell’importo della fideiussione: dall’1% al 6/7 % in proporzione, naturalmente. Insomma, si tratta di un’operazione piuttosto costosa, ma è valida e, in genere, molto sicura.

Sul piano delle garanzie bancarie va collocata anche la Safe Keeping Receipt, meglio nota come SKR negli ambienti di riferimento. Differisce nettamente dalle garanzie summenzionate per il valore immediato che rappresenta. Un'SKR non è altro che la prova, immediatamente spendibile, dell'esistenza di un bene in deposito presso una banca o un istituto finanziario: metalli preziosi, petrolio, azioni, obbligazioni et cetera. Ne consegue che il titolare o il beneficiario di tale garanzia può accedere a una forma di finanziamento alternativa, adottare strategie di negoziazione e sperimentare varie forme di transazione. Come si può notare, chi ne è possessore, pur pagando una tassa di custodia del bene che non è certo una formalità, ha tra le mani una fonte di profitto a breve termine, se vuole monetizzarne il valore. Anche in questo caso, tuttavia, occorre fare attenzione alle truffe perché i falsari e le fiduciarie compiacenti sono numerosi.


2 commenti:

  1. é possibile parlare di SKR quando ci sono da scambiare delle lire in euro in una Banca Svizzera?
    E che fonte di guadagno cè nello scambio di banconote in lire con euro?

    Grazie

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    Risposte
    1. L'SKR, come ho scritto nell'articolo, è strettamente legata all'esistenza d'uno specifico deposito, non può essere associata con il cross currency, pertanto non serve in particolare per il cambio valutario. In quanto al cross EUR-CHF, bisogna seguire le fluttuazioni del mercato e indicare eventualmente il tipo di prodotto finanziario: non si può dare un giudizio atemporale e universale o decontestualizzato.

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