lunedì 21 novembre 2016

IL CONDITIONAL SWIFT

#legami  #errorieparole

(la rubrica del lun, mer e ven di #AnalysisAndForecasting)

Tutte le banche sono autenticamente spaccate in due; il che non implica affatto un significato occulto o nascosto, ma rimanda tutti noi a una constatazione empirica incontrovertibile: da una parte, sopravvivono gli impiegati delle filiali, i quali, pur essendo operosi e dediti all’applicazione di norme restrittive sul credito o, più correttamente, sul prodotto loro assegnato, ignorano in modo preoccupante tutto ciò che oltrepassa i confini di una pratica di finanziamento; dall’altra, vivono, invece, coloro che sanno bene che la struttura per la quale lavorano è tutto, fuorché un istituto di credito e, naturalmente, ignorano per scelta pratiche e correntisti. Qualcuno obietterà con fermezza che non si può affermare che “che una banca è tutto, fuorché un istituto di credito”; pertanto è opportuno, d’ora in avanti, soppesare le dichiarazioni e le notizie a scopo di trasparenza.


Un giorno, recandoci in banca per discutere una pratica di leasing finanziario per la quale era necessario menzionare l’HSBC, ci rendemmo conto che il preposto stentava a ripetere ad alta voce il nome del colosso inglese. Di tanto in tanto, essendo costretto dalle circostanze, balbettava qualcosa d’incomprensibile e, solo sul finire della discussione, ebbe il coraggio di chiedere "che cos’è HSBC?”, scambiandola comunque per un codice d’un qualsivoglia genere. La trattativa, per la quale la banca del nostro preposto si sarebbe dovuta limitare a ricevere del denaro, finì male: “non trattiamo questo genere di prodotto”. In effetti, il documento proveniente da Londra conteneva codici diabolici quali MT 543 DVP (Delivery Versus Payment), MT 799 Free Format Message, MT 103 Field 72 et similia. Il pover’uomo, impallidì e si rifiutò addirittura di autorizzare la ricezione di un banalissimo bonifico.

Ciò che la comunità di correntisti italiani chiama ‘bonifico’, per la S.W.I.F.T., la società belga che gestisce la messaggistica interbancaria dei pagamenti in ambito internazionale, è un MT 103 ovvero un Single Customer Credit Transfer.  Il denaro, nell’epoca delle telecomunicazioni, è racchiuso in codici e moduli elettronico-temporali e affidato alla Society for Worldwide Interbank Financial Telecommunications, nata nei primi anni settanta dalla concertazione di banche statunitensi ed europee e, oggi, in grado di mettere in diretto collegamento più di 200 paesi. La morale tramandata e trascritta nella concezione del progetto ci conduce verso specifiche garanzie di sicurezza: tale metodo dovrebbe o avrebbe dovuto tutelare il mercato dai tentativi di truffa, ma così non è stato, anzi s’è verificato l’opposto. L’attività di falsificazione di MT è stata – ed è tuttora – talmente ricca da non andare incontro a flessioni o a pause soprattutto perché questi strumenti servono, in generale, per operare allo scoperto nei mercati finanziari.


L’elenco dei conditional SWIFT è piuttosto corposo. Qui, ci limitiamo a trattare quelli che hanno goduto delle maggiori attenzioni. Narrando l’aneddoto del preposto, s’è fatta menzione dell’MT 543 DVP e dell’MT 799 FFM. Cerchiamo di capire di cosa si tratta. Il condizionamento che segue le cifre 543, Delivery Versus Payment, indica che la consegna deve essere fatta a fronte del pagamento. In parole povere, si tratta della stessa cosa che accade, tutte le volte in cui riceviamo un pacco a casa e paghiamo in contrassegno. La differenza, tuttavia, non è altrettanto povera perché si ricevono titoli, non libri, scarpe o prodotti per l’ambiente e, soprattutto, il dialogo finanziario – non commerciale, si badi bene! – avviene esclusivamente tra bank officers all’interno di una window time. L’MT 799, che è stato al centro delle più sofisticate e diffuse tra le frodi, è un messaggio bancario libero con cui, in teoria, una banca fornisce la garanzia dell’esistenza dei fondi alla banca del venditore, così che l’operazione può procedere rapidamente, tuttavia non è affatto una promessa di pagamento. All’invio di un MT 799 segue, in genere, l’invio di un MT 760, che costituisce la vera e propria garanzia nell’ambito della relazione buyer-seller, essendo una sorta di ‘pagherò’ emesso dalla banca dell’acquirente, i cui fondi restano comunque bloccati. Se si studia con attenzione la natura di questo strumento, se ne intuisce la pericolosità, giacché è ampiamente utilizzabile dal ricevente.

La lista è davvero consistente, più ricca di quanto si possa immaginare, dal momento che tutte le relazioni e le operazioni interbancarie sono regolate in questo modo. Per fare un altro esempio, si può dire che, nella compravendita di metalli preziosi, si ricorre all’MT 604, che riguarda l’effettivo ordine di consegna e, di conseguenza, il wire transfer di pertinenza. Le banche, tra di esse, agiscono in questo modo, specie in ambito internazionale, e agiscono in coesistenza tramite le camere di compensazione, un luogo elettronico-telematico da dove transitano tutte le operazioni economico-finanziarie interbancarie. In pratica, Euroclear, per esempio, non fa altro che calcolare il dare e avere sul titolo X, così da ridurre ai minimi termini lo scambio di denaro operando per l’appunto in costante compensazione e riequilibrando al massimo le differenze. Il meccanismo può apparire diabolico e incomprensibile e, in effetti, a ben vedere, lo è, ma serve a mantenere una certa resistenza dei mercati nei confronti dei pericoli di deriva, oltre che a determinare delle procedure standard.


A questo punto, è molto facile comprendere l’assunto iniziale di questo capitolo: le banche sono spaccate in due e, molto probabilmente, il cassiere che sapesse cosa succede davvero alle sue spalle non sarebbe più in grado di distinguere un pagamento da un prelevamento.    

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