venerdì 14 ottobre 2016

L’IBAN

#legami #errorieparole

(la rubrica del lun, mer e ven di #AnalysisAndForecasting)

L’IBAN e il conto corrente, che riguardano ormai l’esistenza socio-economica di tutti noi, anche indirettamente, anche quando non se ne vuole sapere alcunché, sono il risultato dell’intreccio tra accordi di politica economica, combinazioni alfanumeriche, date storiche imprescindibili e meccanismi di vigilanza. Tutto questo in 27 caratteri alfanumerici, non 23 come accade di leggere.


È bene cominciare con una data, quella del 1° gennaio 2008, perché da allora, consapevoli o meno, abbiamo cominciato a operare all’interno dell’Area Unica dei Pagamenti in Euro, utilizzando il cosiddetto bonifico SEPA: Singol Euro Payments Area, sistema che unifica i codici elettronici di scambio tra i paesi aderenti. Se, fino a quella data, eravamo abituati a fornire ABI, CAB e numero di conto, oggi sappiamo di dovere ricorrere all’IBAN, un codice un po’ più lungo ed elaborato, ma che racchiude i criteri di pagamento in equilibrio e armonia tra 34 paesi. Anche IBAN è un acronimo e, non a caso, significa International Bank Account Number a designare la portata internazionale del nuovo codice.


Un po’ d’attenzione ci permette, tuttavia, di capire che ABI (5 numeri) e CAB (5 numeri), rispettivamente, Codice dell’Associazione Bancaria Italiana, che identifica l’Istituto, e Codice d’Avviamento Bancario, che identifica la specifica agenzia, non sono affatto scomparsi, sebbene non siano più citati come in precedenza, essendo ormai inclusi tacitamente nei 27 caratteri dell’IBAN. Allo stesso modo, non è scomparso il CIN (1 lettera), cioè il Control Internal Number.

Ciò che ha creato qualche grattacapo, invece, è il Bank Identifier Code, il BIC, noto anche come SWIFT (Worldwide Interbank Financial Telecommunication) e sorto per identificare la banca del beneficiario del bonifico, perché, non di rado si sono viste nevrotiche incursioni sul web da parte di utenti ignari e spaesati alla ricerca dei caratteri che lo compongono: 8 o 11.


Per esigenze di chiarezza, indichiamo di seguito la composizione schematica dell’IBAN: le prime due lettere rappresentano la nazione, i due numeri successivi il CIN europeo, la terza lettera il CIN classico, cui seguono i cinque numeri dell’ABI e gli altri 5 numeri del CAB; le ultime 12 cifre costituiscono il numero di conto.

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