venerdì 28 ottobre 2016

LA LEGGE FINANZIARIA ET CETERA

#errorieparole #legami

(la rubrica del lun, mer e ven di #AnalysisAndForecasting)

Allo stesso modo in cui, ciascuno di noi, nel tentativo di gestire entrate e uscite, stabilisce dei limiti di spesa e rivaluta i profitti, così lo Stato, ogni anno, entro il 30 settembre, mediante la Legge Finanziaria, regola la vita economica del paese e prende decisioni che integrano o modificano il debito e il modo per risanarlo. L’organo al quale è destinata, in una Repubblica Parlamentare, è, per l’appunto, il Parlamento, che ha il dovere di apportare eventuali emendamenti entro il 31 dicembre, anche se spesso le Camere si avvalgono di un periodo di proroga di 4 mesi. Non bisogna scambiare la Legge Finanziaria col Documento di Programmazione Economica e Finanziaria (DPEF), che contiene alcuni obiettivi non contemplati nella Legge in termini di arco temporale e serve al Governo per orientare la Legge stessa, né con la Legge di Bilancio, mediante cui non possono essere introdotti alcuna spesa e alcun tributo

Tutti noi sappiamo che questo strumento di gestione e controllo dell’economia del paese è comunque precisa espressione dei parametri adottati a Maastricht, secondo i quali il deficit e il debito pubblico non devono superare, rispettivamente, il 3% e il 60% del PIL, il tasso d’interesse nominale a lungo termine deve essere in linea con quelli del sistema monetario europeo e l’inflazione non deve superare di oltre l’1,5% il valore di quella dei più virtuosi tra gli Stati membri.


Di là dai vincoli europei, la Legge Finanziaria contiene delle indicazioni importantissime, che qui si tenta di riportare mediante un linguaggio diretto e semplice: 1) la quantità di denaro da reperire per l’anno solare di esercizio; 2) la quantità di denaro che lo Stato intende chiedere in prestito (es. obbligazioni et similia); 3) la quantità di denaro necessaria a coprire le spese della stima previsionale; 4) la quantità di denaro per il rinnovo dei contratti delle Pubbliche Amministrazioni; 5) la quantità di denaro per i fondi speciali; 6) et cetera. In sostanza e in poche parole, la Legge Finanziaria serve a reperire una certa quantità di denaro. La conclusione può apparire grossolana, ma non bisogna mai spaventarsi della natura ‘rustica’ di alcuni significanti, specie se il loro uso agevola la comprensione.

A questo punto bisogna chiedersi cosa sia questa Legge di Stabilità di cui i media riportano con avvincente strategia linguistica ogni particolare socio-antropologico, spesso a discapito dei dettagli economico-finanziari. Gli addetti ai lavori hanno già compreso la provocazione di queste ultime righe, ma noi, che ‘voliamo a bassa quota’, come si suol dire, e cerchiamo la gente dei mercati che ha solo il tempo necessario a fare la spesa e pagare le bollette, vogliamo sottolineare con cautela questo passaggio. Legge Finanziaria e Legge di Stabilità sono la stessa cosa. Dal 1978 al 2009 l’espressione corretta era la prima, mentre, in seguito alla riforma della contabilità, s’è scelta la nuova terminologia. È bene sapere che l’introduzione del nuovo nome non ha rimosso affatto dall’uso quello vecchio.


Una nota conclusiva per evitare inconvenienti ed equivoci: la Legge di Stabilità e il Patto di Stabilità hanno parecchi elementi in comune, oltre a quello dell'assonanza. I parametri di cui s'è discusso in precedenza e che si risolvono nei valori del 3% e del 60% provengono dagli accordi europei del 1992 e da quelli del 1997 e, com'è noto, influenzano in modo decisivo le scelte che Governo e Parlamento devono fare per far quadrare i conti e restare all'interno del sistema monetario europeo. Tali parametri rappresentano le misure in materia di bilancio formulate nel Patto di Stabilità e hanno sempre generato scontri e dibattiti, dal momento che condizionano direttamente l'intero sistema tributario ed economico-finanziario del paese che li recepisce. Di fatto, la Legge di Stabilità, invece, dovrebbe essere analizzata e accolta anzitutto per l'amministrazione della politica economica italiana, tuttavia il condizionale è d'obbligo.

Nessun commento:

Posta un commento