venerdì 7 ottobre 2016

I CFD E L’EFFETTO LEVA

#legami #errorieparole

(la rubrica del lun, mer e ven di #AbalysisAndForecasting)

Molto di frequente, il nostro tentativo di diradare la nebbia che avvolge la terminologia economico-finanziaria e gli strumenti a cui questo sistema della lingua si riferisce si traducono in vere e proprie forzature; ne siamo consapevoli, ma riteniamo, nello stesso tempo, che questo metodo sia necessario e inevitabile, un prezzo da pagare e che abbiamo pagato più volte nel corso di questa esplorazione. Stabiliamo, pertanto, di coinvolgere ancora una volta il nostro fruttivendolo di fiducia, scegliendo, a caso, le ciliegie quale oggetto del nostro esempio commerciale. Per eccesso di fantasia, siamo pronti a immaginare che, un bel giorno, all’alba, proponiamo al venditore un contratto desueto e che abbia le seguenti caratteristiche: 1) noi ci impegniamo, in un determinato arco di tempo, a pagare gli interessi sul prodotto scelto al fruttivendolo; 2) noi non entriamo in possesso del prodotto, la cui vendita compete sempre al fruttivendolo; 3) il fruttivendolo, a fronte degli interessi che noi periodicamente gli paghiamo, ci deve garantire un rendimento legato alla commercializzazione delle ciliegie; 4) il rendimento è sempre una misura percentuale del profitto; 5) sia noi sia il fruttivendolo, durante il periodo di validità del contratto, siamo inoltre impegnati a scambiarci il flusso differenziale tra i prezzi all’ingrosso della ciliegia. Nel contratto, in pratica, sarebbe previsto un accordo di finanza, secondo il quale la differenza tra il prezzo all’ingrosso di un giorno X e quello del giorno successivo costituirebbero un’ulteriore opportunità economica. In borsa, quest’ultimo scambio sulle differenze riguarderebbe il prezzo di apertura e quello di chiusura.


Non si dovrebbe far fatica a capire a questo punto, che le ciliegie rappresentano l’attività sottostante del derivato che abbiamo appena ‘contrattualizzato’, com’è comprensibile che il contratto riguardante le ciliegie è improponibile. Il CFD è, infatti, uno strumento derivato ed è così chiamato in quanto acronimo di Contract for Difference, dal momento che, com’è s’è già notato, una sua caratteristica fondamentale è la previsione strategica sul flusso differenziale tra accensione e conclusione, cioè tra apertura e chiusura. Il meccanismo è quasi uguale a quello descritto tramite la nostra smodata fantasia commerciale circa le ciliegie. L’acquirente di questa tipologia di derivato tenta di assicurarsi un rendimento percentuale, attraverso il pagamento di un interesse: né più né meno di quanto s’è indicato poc'anzi. I suoi rischi sono legati principalmente alla proiezione fatta all’atto d’acquisto: assumendo una long position, un’eventuale chiusura, con un prezzo che fosse inferiore a quello d’apertura, sarebbe chiaramente dannosa.

In finanza, non bisogna mai meravigliarsi della possibilità, concessa agl’investitori, di agire con prodotti che non si possiedono. L’idea comune o alla quale siamo abituati nella vita quotidiana, secondo cui per guadagnare denaro col petrolio bisogna possedere del petrolio è da accantonare immediatamente. Lo si è detto, ma è sempre opportuno ribadirlo.

Oggi, i siti di trading sono molto in voga e sollecitano l’interesse di numerosi utenti, godendo d’una strana fama, spesso ingiustificata, e offrendo la possibilità di investire in CFD su azioni, indici, cambi et cetera tramite l’arma a doppio taglio dell’Effetto Leva o Leverage. In sostanza, per avviare la macchina occorre un deposito minimo, che dovrebbe essere accresciuto da ciò che apporta il provider. In che modo? Se dobbiamo acquistare 100 azioni della Guadagnifacili Inc. al prezzo di € 1.000,00, ma abbiamo un margine iniziale di € 100,00, il provider interviene con la quota rimanente di € 900,00. O meglio: ci consente di fare operazioni equivalenti; la qual cosa differisce un po’ dal vero e proprio prestito. Quando l'azione della Guadagnifacili Inc. avrà raggiunto, per esempio, la quota di € 12,00, noi guadagneremo € 200,00. La semplicità sembra allarmante. In effetti, lo è, se non si tiene conto delle variabili di mercati e ci si immola all’analisi tecnica. In altri termini, alla stesso modo in cui può moltiplicare il profitto, così può moltiplicare la perdita. Qualcuno obietterà dicendo che esistono dei metodi di gestione del rischio: stop loss, profit call et cetera. Il problema – sia chiaro! – non sta nella credibilità di questi broker online, di cui non si mette in dubbio l’efficienza, ma in una quantità di variabili per trattare le quali occorre una vasta conoscenza di politica, geopolitica, economia e finanza. E si potrebbe aggiungere anche l’economia aziendale. Stiamo forse esagerando? Di certo, in tutti i documenti di propaganda sui CFD non si trova traccia di questi naturali approfondimenti.


In sostanza, che cos’è l’Effetto Leva? Un gioco perverso e polimorfo – per usare il linguaggio freudiano, che in questo caso è quanto mai pertinente – con il quale un broker ci permette di movimentare capitali superiori a quelli depositati. Considerando che un qualsivoglia trader può avere un margine versato di € 300,00, nel mercato dei CFD, è possibile movimentare, con leva 1:10, giacché si tratta sempre di un rapporto proporzionale, € 3.000,00. Grazie a questo gioco speculativo, il trader che punti all’acquisto delle azioni del valore di € 30,00, può acquisire un ‘pacchetto’ di 100 unità. Non potrebbe fare la stessa cosa nel mercato azionario, dove dovrebbe disporre di una cifra di € 3.000,00. L’esempio della Guadagnifacili Inc., a tal proposito, è esaustivo.


Ciò che appare disfunzionale e oltremodo preoccupante è perfettamente racchiuso in un interrogativo che anche il nostro fruttivendolo di fiducia può porsi: perché qualcuno avrebbe tanta voglia di prestarci del denaro così facilmente e, per giunta, di moltiplicare i nostri guadagni? Perché, quando si perde, si perde pure con effetto leva e non secondo le nostre unità di misura. Lo si potrebbe definire gioco d’azzardo… Oppure: in che modo siamo costretti a restituire il denaro a un usuraio, se siamo stati talmente incauti da chiedergli una somma in prestito?

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