mercoledì 28 settembre 2016

LA SPENDING REVIEW

#legami #errorieparole

(la rubrica del lun, mer e ven di #AnalysisAndForecasting)

Il termine di paragone che può tradursi facilmente in un rientro sano e ed efficace nella realtà di tutti i giorni è sempre quello della famiglia e delle sue spese. Studiando le ipotesi che la riguardano molto da vicino, a nostro avviso, è possibile ridurre le distanze dai fenomeni e dagli eventi economico-finanziari. La famiglia, di fatto, avendo entrate e uscite, scadenze e obiettivi, bilanci, debiti o risparmi, è una piccola azienda. Non a caso, qui, è spesso chiamata in causa a rappresentare delle ‘scenografie’ di comparazione. Nella scena che la vede protagonista del tema della Spending Review, il padre cinquantenne è un libero professionista e la madre ha appena perso il lavoro, che svolgeva presso un’azienda manifatturiera in qualità di caporeparto. La coppia ha tre figli da mantenere, un mutuo da pagare, e qualche debituccio di poco conto, unitamente alle spese della sopravvivenza.


Dopo l’iniziale smarrimento dovuto alla perdita del lavoro della moglie, i due, senza perdersi d’animo, capiscono che è il caso di intervenire e si rimboccano le maniche per modificare il bilancio famigliare. Sanno di dover praticare dei tagli o, per lo meno, una revisione delle spese. Entrambi frequentavano una palestra, ma si rendono presto conto che questa spesa adesso non rientra più nell’ambito dei bisogni essenziali; possedevano un suv, ma decidono di venderlo al fine di acquistare, col ricavato, una macchina piccola e i cui consumi di carburante siano meno impegnativi dei precedenti; nello stesso tempo, chiedono ai figli qualche sforzo di comprensione e disponibilità soprattutto in merito ai momenti di svago; da ultimo, il padre si reca dal commercialista per concepire assieme a lui una nuova manovra di risparmio fiscale. Ammettendo che tutto questo basti ad affrontare la nuova sfida economica, le scelte fatte vanno in due diverse e parallele direzioni: i tagli e l’efficienza della spesa. Eliminando la spesa della palestra e chiedendo ai figli di ridurre i divertimenti, essi effettuano tagli necessari e decisivi; vendendo l’auto ed elaborando una manovra di risparmio fiscale, essi, invece, puntano esattamente a migliorare la qualità della spesa, rendendola efficace.  

La Spending Review, Revisione della Spesa Pubblica, che riguarda lo Stato, si compie in queste due essenziali opere: il taglio degli sprechi e il miglioramento dell’efficienza della spesa. È una misura ancora ‘giovane’ nel nostro ordinamento e risale all’azione del Ministro dell’Economia e delle Finanze del governo Prodi, Tommaso Padoa Schioppa, che istituì, nel 2006, la Commissione tecnica per la Finanza Pubblica. Ciò non significa che, prima di quella data, non esistessero organi di controllo e analisi della spesa pubblica; ci stiamo solo limitando a documentare la fase evolutiva e di ammodernamento in linea con l’etichetta linguistica di Spending Review. Ed è chiaro che non è un primato italiano. L’analisi dei capitoli di spesa, che interessa tutte le aree pubbliche, istruzione, sanità, giustizia et cetera, si estende dagli apparati centrali dello Stato a quelli territoriali o locali.


Per quanto la disciplina di questo compendio non contempli la giurisprudenza delle forme di stato e di governo, è appena il caso di citare almeno il ruolo della Corte dei Conti, organo istituzionale la cui funzione di giudice della contabilità pubblica e, di conseguenza, dell’efficienza della spesa, nonché delle controversie che possono sorgere in seno a esse, ci induce per lo meno ad ampliare la nostra visione d’insieme dell’argomento Spending Review. Non si può tacere, infatti, che la Corte dei Conti può intervenire a modificare o sospendere un provvedimento della Pubblica Amministrazione, se ritiene che questo non abbia la necessaria e conforme copertura economico-finanziaria. Una parentesi finale va dedicata alla Ragioneria dello Stato, che non costituisce un polo consultivo, com’è comunque quello della Corte dei Conti, ma, in quanto parte strutturale del Ministero dell’Economia e delle Finanze, presiede alla vigilanza sulla spesa pubblica.

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