venerdì 19 agosto 2016

OPZIONI

#legami

(la rubrica del lun, mer e ven di #AnalysisAndForecasting)

Quando un consumatore si reca da un qualsivoglia concessionario d’auto, sa che, nella migliore delle ipotesi, la più ‘leggera’ tra le forme di pagamento è determinata dal piano di ammortamento concesso dalla finanziaria collegata al rivenditore. In pratica, l’acquirente non può pretendere di bloccare il prodotto mediante il pagamento di un premio al fine di acquistarlo in seguito, quando, per esempio, il prezzo di quel modello diminuisce. Il lettore, a questo punto, potrebbe chiedersi perché l’autore trovi diletto nello scrivere idiozie o cose talmente lapalissiane da non meritare alcun esame critico. Eppure, questa metafora di partenza è più sensata di quanto si possa immaginare perché, nel mercato dei derivati, esistono degli strumenti finanziari grazie ai quali è possibile fare qualcosa di simile.


Acquistando un’Opzione Call, il possessore, che in questo caso assume una long position rispetto al mercato, acquisisce il diritto di ricevere il sottostante, che può essere costituito da azioni, o il denaro di riferimento, anche se il valore supera di molto lo strike price, il prezzo d’esercizio. Le vie dell’esempio sono sempre agevoli: 1) acquistiamo 100 azioni della Guadagnifacili Inc. al prezzo di € 10,00 ciascuna; 2) acquistiamo 500 Opzioni Call legate alla stessa azione con premio pari a € 2,00 e quota d’esercizio equivalente a € 10,00; in pratica, spendiamo € 2.000,00. Mediante l’Opzione Call, per la quale paghiamo un premio, abbiamo il diritto di acquistare entro una certa data le azioni, anche quando il prezzo dovesse crescere. Viceversa, se il valore scende, ci conviene perdere il premio e rinunciare all’esercizio del diritto d’opzione. Se, ora, sulla base di questo breve – e mai esaustivo – excursus, consideriamo l’ipotesi iniziale della combinazione tra 1 e 2 e, nello stesso tempo, ipotizziamo che il valore delle azioni passi da € 10,00 a € 20,00, non solo guadagniamo in modo diretto i primi € 1.000,00 euro dall’investimento azionario, ma possiamo anche esercitare il diritto d’opzione: acquistare al prezzo di € 10,00 delle azioni che ora valgono € 20,00 per rivenderle immediatamente. In questo modo, si può capire facilmente, a nostro avviso, anche il meccanismo dell’effetto leva di cui tanto si parla. Tuttavia, se il valore delle azioni, anziché salire a € 20,00, scende a € 2,00, perdiamo esattamente col metodo della leva. Attenzione: questo può accadere sia in banca sia davanti allo schermo di un pc!  

A scopo didattico, per così dire, sottolineiamo che le opzioni possono essere americane o europee: con le americane il diritto di riscatto può essere esercitato entro la data di scadenza, mentre con le europee la facoltà di riscatto può essere esercitata solo alla scadenza.

È facile, a questo punto, capire come funzionano le Opzioni Put, che, al contrario delle precedenti, danno al possessore un diritto di vendita al prezzo fissato all’atto della sottoscrizione. Se ne trae vantaggio unicamente in caso di ribasso: esse sono proprio l’esatto opposto delle Opzioni Call. Pertanto, se acquistiamo delle put su un’azione, abbiamo il diritto di vendere al prezzo di sottoscrizione, anche se il valore delle azioni scende.


Adesso, forse, il ricorso alla metafora dell’acquisto dell’autovettura si fa pertinente. Il mercato finanziario ammette fenomeni che un mercato rionale non può contemplare neppure nella più fervida delle fantasie popolari. Può apparire bizzarro il confronto tra mercato rionale e mercato finanziario, ma di certo ci aiuta a misurare la distanza dell’economia finanziaria globale da quella reale.

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