venerdì 12 agosto 2016

INTEREST RATE SWAP

#legami

(la rubrica del lun, mer e ven di #AnalysisAndForecasting)

In linguistica, il termine swap può essere considerato un iperonimo, cioè come una parola il cui significato, all’interno del discorso, è ampio e imprecisato rispetto a un’altra che ne possiede uno specifico e determinato. Nella frase I pesci sono pericolosi, non facciamo fatica a rilevare un uso erroneo del sostantivo plurale pesci (iperonimo), specie se lo valutiamo in relazione alla frase Gli squali sono pericolosi, in cui il sostantivo plurale squali, in quanto iponimo, rivela caratteristiche biologiche precise e note. Di conseguenza, ogni qual volta in cui il blogger di turno si erge a paladino della libertà economica, dicendo che gli swap sono la causa del disagio finanziario globale, egli dice tutto e il contrario di tutto, giacché dovrebbe specificarne la tipologia. To swap, in inglese, vuol dire scambiare. Pertanto, in modo sbrigativo, potremmo concludere che si tratta di contratti che determinano uno scambio. Considerando tuttavia che il contratto è l’istituto giuridico per eccellenza dei mercati, non si fa fatica a immaginare che un qualsivoglia contratto generi sempre una specie di scambio. Qualcuno aggiunge pure che gli swap sono caratterizzati dallo scambio di flussi di cassa. Anche in questo caso, il campo semantico è generico; la qual cosa non ci consente di comprenderne appieno la fenomenologia. Dunque: o diciamo Credit Default Swap, Commodity Swap, Interest Rate Swap et similia, specificandone, per l’appunto, la tipologia, oppure restiamo in debito di significati.


L’oggetto della controversia è, ancora una volta, il prestito, un argomento che costituisce il focus di parecchi scambi all’interno del mercato finanziario, ma, prima di capire cosa accade, è fondamentale conoscere la differenza tra coloro che assumono una posizione lunga (long position) e coloro che assumono una posizione corta (short position). Di certo, il tempo non è la variabile che ci interessa o che mette in relazione gli aggettivi lunga e corta. Chi assume una posizione lunga è colui che crede in un rialzo dei tassi; viceversa, chi ne assume una corta opera nella direzione opposta. Altra componente da prendere in seria considerazione è la seguente: tanto più rischiosa è un’operazione finanziaria, quanto più conveniente può risultare dal punto di vista economico, se le cose vanno per il verso giusto – naturalmente! Prendendo come esempio il caso di un’azienda che ha contratto un debito a tasso variabile, il ricorso all’Interest Rate Swap (IRS) è determinato, di fatto, dalla volontà di copertura dal timore di un rialzo dei tassi. Se l’azienda in questione teme che il tasso possa crescere dall’iniziale 3,5% al 5% finale, entro lo sviluppo del piano di ammortamento, essa stipula un IRS con una banca e accetta di pagare, a ogni scadenza periodica prestabilita, un tasso fisso del 3,9%, pur di avere in cambio il valore della differenza tra il tasso variabile e quello fisso.

Che cosa accade, se la previsione di rialzo fatta dagli esperti dell’azienda è sbagliata? Facendo un paio di calcoli aritmetici, saltano fuori i guai.


È risaputo comunque che i derivati non entrano in gioco solo in processi ben definiti e limpidi, ma sono adottati a scopo speculativo. È così che un operatore finanziario che prevede, al contrario di quanto ha concepito l’esperto dell’azienda in questione, una riduzione dei tassi, anzitutto, acquisterà – molto probabilmente – delle obbligazioni e, in seguito potrebbe puntare agli IRS con finalità diametralmente opposte a quelle dell’azienda: vendere l’IRS assicurandosi il tasso fisso contro quello variabile perché, come si è detto, ne prevede la riduzione.


Il vero problema della finanza globale non è l’esistenza del derivato: all’epoca della ‘mucca pazza’, nessuno avrebbe osato dire che il problema era l’esistenza della mucca o, nel caso dell’aviaria, l’esistenza dei polli. L’uso speculativo sopravanza tanto quello reale che la quantità di derivati in circolazione vale quasi settecentomila miliardi di dollari, una cifra che supera di dieci volte quella del PIL mondiale. Non si deve mai dimenticare che la maggior parte dei derivati, una volta sottoscritta e stipulata, può essere nuovamente scambiata. E inoltre: sulla ‘scommessa’ si effettuano altre ‘scommesse’, fino a cancellare ogni traccia dell’attività reale sottostante.

Nessun commento:

Posta un commento