mercoledì 24 agosto 2016

I FONDI COMUNI D’INVESTIMENTO

#legami

(la rubrica del lun, mer e ven di #AnalysisAndForecasting)

È una categoria di prodotti finanziari che si può inquadrare e conoscere attraverso la metafora di un gruppo di amici che decidono di trascorrere una serata insieme, davanti a birra e pizza e guardando una partita di calcio in tv. Ad alcuni tale semplificazione apparirà aberrante, ma ciò che conta è l’obiettivo ‘comprensione’. Se, dunque, nel gruppo di amici già coinvolto, per una questione di correttezza, qualcuno decide di fare la parte dell’organizzatore, egli deve provvedere alla raccolta del denaro per acquistare cibo e bevande: è il minimo che possa fare per interpretare il proprio ruolo. In questa storiella, si considera anche che la somma raccolta, dopo il pagamento, produca un resto che non può essere facilmente ripartito. L’organizzatore, che è un tipo creativo, decide di avviare un piccolo gioco di scommesse che ha come oggetto l’andamento della partita trasmessa e per la quale si sono riuniti. A questo punto, gli altri, stuzzicati dall’opportunità, stabiliscono di aggiungere altri spiccioli, così da sperare in una vincita superiore. È fin troppo evidente che chi punta di più otterrà il maggiore rendimento.


Nella trama appena elaborata, si trovano quasi tutti gli elementi della struttura di un Fondo Comune d’Investimento. L’organizzatore rappresenta la SGR, cioè la Società di Gestione del Risparmio, il cui compito consiste nel raccogliere il denaro dei risparmiatori e investirlo in azioni o obbligazioni. Il gruppo degli amici naturalmente non è altro che il gruppo dei risparmiatori o investitori. La partita, le pizze e le birre, invece, sono i titoli di riferimento: pizza e birra, per via del loro rendimento noto, potrebbero essere assimilati a titoli di stato, mentre la partita di calcio, dall’esito incerto, potrebbe far pensare a un titolo azionario.

La figura che manca nella nostra metafora è quella della banca che, in materia di Fondi, oltre ad avere il ruolo di organo di vigilanza sulla correttezza delle operazioni, è depositaria di titoli e liquidità.

Non si vuole affatto mortificare la finanza con i propri adepti; si tratta di una scienza che, pur inquietando la maggior parte degli esseri umani, richiede creatività e devozione. Questi modelli ludici sono concepiti nella speranza di ridurre le distanze tra chi si lascia impaurire dal cattivo e terroristico giornalismo e la materia viva. Non si pensi che la Scienza della Logica di Hegel o L’uomo senza qualità di Musil o, ancora, il Faust di Goethe propongano argomenti più semplici e sbrigativi! Si contano più lettori di narrativa che di finanza solo perché i romanzi non sono scritti con un metalinguaggio e, di conseguenza, si pensa che sia possibile interpretarli con uno schiocco delle dita.


Abbandonando adesso la metafora per un piccolo arricchimento del tema in questione, bisogna indicare i principali tipi di Fondi: azionari, obbligazionari e bilanciati. Non si fa fatica a capire che, almeno in linea teorica, i Fondi Azionari sono molto più rischiosi degli altri. E inoltre, sul mercato, la diversificazione d’investimento è talmente ampia che il numero delle SGR cresce sempre di più e, con esso, la specializzazione.
 

L’accesso a questa pratica d’investimento è libero e facile: in virtù dell’ampia offerta, un comune investitore, anche con una somma modesta, può acquisire una quota di un fondo, pagando una commissione d’ingresso. Infine: quando il Fondo è chiuso, si può effettuare l’acquisizione d’una quota solo durante la cosiddetta raccolta, in fase di apertura. Al contrario, quando il Fondo è aperto, l’investitore è libero di scegliere il momento opportuno per l’acquisto o la vendita.

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