lunedì 8 agosto 2016

I DERIVATI

#legami

(la rubrica del lun, mer e ven di #AnalysisAndForecasting) 

Tentare di semplificare il significato di questa categoria di strumenti finanziari può rivelarsi un atto rischioso. I derivati, infatti, non possiedono una ‘vita’ propria e non sono espressi da alcuna operazione diretta del mercato: essi dipendono dal valore di qualcos’altro che, nel gergo del mercato, si chiama sottostante. E inoltre, la relazione tra i due piani dell’attività – ‘ciò che sta sotto’ e ‘ciò che sta sopra’ – è legata a un’incalcolabile quantità di variabili. Forse, sarebbe più corretto allora introdurre l’espressione ragnatela dei derivati che limitarsi a riportare il termine in voga.


Sebbene possa apparire improprio o fin troppo divertente, la comprensione, in questo caso, passa da un po’ di audacia intellettuale e da una buona dose di fantasia. Se la moglie chiede al marito di comprare le mele alla fine della giornata di lavoro, nessuno di noi vede nella richiesta qualcosa di insolito o strano. Tuttavia, la donna, conoscendo la ritrosia del marito e volendo stimolarlo in modo singolare al fine di raggiungere il proprio obiettivo, gli fa delle proposte bizzarre quali “scommettiamo 10 euro che il traffico non ti permetterà di arrivare in tempo?” e “scommettiamo altri 10 euro che, qualora arrivassi in tempo, il fruttivendolo non avrebbe più mele?”; da ultimo: “scommettiamo 20 euro che, pur arrivando in tempo e trovando le mele, non potresti acquistarle a causa di un sequestro della frutta per opera dei NAS?”. Di là dalle preoccupazioni che genererebbe una moglie siffatta, ciò che s’è appena configurato è una serie di scommesse basata sull’acquisto delle mele. L’acquisto delle mele altro non è che l’attività sottostante, mentre le scommesse costituiscono i derivati. Se il marito accetta, è chiaro che il tutto si svolge in un ‘mercato’ non regolamentato, un luogo dello scambio e della speculazione fatto nascere per la bisogna. Il mercato dei derivati è, come si suole dire, over the counter, non ufficiale e non perfettamente controllato.

In pratica, che cos’ha fatto la diabolica mogliettina per lanciare un certo tipo di messaggi al marito e assicurarsi, in qualsiasi circostanza, un risultato positivo? Ella, pur esponendosi a un rischio di perdita molto alto, ha puntato proprio sull’esito negativo dell’azione del marito da lei stessa richiesta. Perché lo ha fatto – qualcuno potrebbe chiedersi –, dato che il suo obiettivo è mangiare le mele? Almeno per tre fondamentali motivi: 1) influenzare il comportamento del marito; 2) difendersi dal rischio di non avere mele; 3) ottenere un risultato economico come contropartita delle mele.


Gli operatori finanziari, a vario titolo, banche, imprese, speculatori d’ogni genere e specie, agiscono quasi allo stesso modo, focalizzando l’attenzione sulla copertura dei rischi, sulla speculazione e su forme alternative di profitto. Nei capitoli precedenti, s’è parlato di obbligazioni, azioni, tassi d’interesse et cetera. Adesso, obbligazioni, azioni e tassi d’interesse diventano le ‘nostre’ mele, cioè quel sottostante su cui i trader effettuano le scommesse.

Più avanti, faremo il tentativo di spiegare almeno i più noti tra i derivati, considerando che le tipologie esistenti sono molte. Qui, ci accingiamo invece a perlustrarne il perimetro, rinviando ai capitoli successivi la trattazione caso per caso.

L’azienda X, che ha ottenuto un prestito a tasso variabile, allo scopo di tutelarsi dall’aumento dei tassi, può acquistare un contratto derivato che consiste nello scambio di una certa somma di denaro al raggiungimento di un predeterminato valore del LIBOR. Paradossalmente, il vantaggio per l’azienda si materializza, per esempio, proprio all’aumento del tasso di riferimento. Dunque: l’azienda ha scommesso contro di sé? In un’altra circostanza, i cambiamenti valutari possono essere l’unico interesse delle controparti: si tratta non già di uno scambio vero e proprio della valuta scelta, ma di stime previsionali sull’andamento della valuta in questione rispetto a un’altra che funge da controvalore. Chi azzecca le previsioni intasca il denaro; è semplice. Diversamente, pagando una quota-premio, si può acquisire il diritto di vendere a un valore economico prestabilito, nonostante l’andamento contrario: in sostanza, se siamo convinti che il prezzo del barile di petrolio scenderà, entrando in possesso della suddetta facoltà vendita, possiamo venderlo alla cifra più alta fissata in precedenza. E così via naturalmente. A questo punto, bisogna avere la pazienza di leggere i prossimi capitoli, dove ogni derivato sarà chiamato per nome e adeguatamente esplicitato.     


Nessun commento:

Posta un commento