mercoledì 27 aprile 2016

SOLDI ASSICURATI E GARANTITI


Ogni banchiere che si rispetti afferma che, nel momento in cui acquista del denaro dalla banca centrale di un determinato Stato o di una determinata comunità monetaria, la banca è soggetta al rischio diretto che quello Stato entri nell’ormai nota spirale della ‘crisi economica’. Dopotutto, acquistando questo denaro dallo Stato, denaro che ha un valore nominale stabilito dallo Stato stesso e direttamente proporzionale alle risorse di quella nazione, la banca è assoggettata al rischio d’impresa. Dunque, come tutelarsi? Semplice: esistono degli strumenti, creati dal sistema finanziario, chiamati CDS (credit default swap) che fungerebbero da ’polizze assicurative’. Almeno in origine i CDS avrebbero dovuto esserlo. In che modo, dunque, un istituto bancario tutelerebbe il cliente attraverso l’acquisizione dei CDS? Il processo è complicatissimo, sembra concepito ad arte per confondere le idee anche al più lucido dei risparmiatori.

Occorre anzitutto dire che le banche traggono profitto non solo dalla differenza di valore tra il denaro che comprano dalle banche centrali e quello rivenduto, ma anche e, soprattutto, dal meccanismo della cartolarizzazione e dei derivati in esso contenuti. Con riferimento al ‘classico’ padre di famiglia che ha appena chiesto il mutuo per liquidità, si definisce cartolarizzazione quell’operazione finanziaria con cui la banca vende a una società veicolo il mutuo contratto dal cliente, ovverosia cede il credito per incassare immediatamente il denaro. C’è da considerare, tra le altre cose, che la banca per erogare liquidità dovrebbe averne un po’ in cassa; ma il meccanismo non è quello di causa ed effetto. Le società veicolo, infatti, pagano immediatamente le banche, le quali possono rimettere in circolo, per così dire, un certo flusso di denaro. Tutto questo accade naturalmente all’insaputa del mutuatario, il quale resta comunque il fulcro del sistema finanziario.

Le società veicolo nascono unicamente con questo scopo e, pur essendo delle S.p.A., hanno una bassissima patrimonializzazione. Esse sono in grado, infatti, di acquistare i mutui dalle banche proprio perché emettono dei titoli simili alle obbligazioni, ma, soprattutto, perché, avendo acquisito un diritto di riscossione del credito, ricevono parte delle rate che il cliente rimborsa alla stessa banca. Allora, qual è il senso dell’assicurazione del credito (CDS)? Si è detto che il denaro ha un costo e, in qualche modo, si è anche tentato di chiarirne il significato. Non si è ancora detto, nello stesso tempo, che le banche, statali e private, ricevono dei voti in base ai quali il loro valore finanziario cresce o diminuisce. In altre parole, stiamo parlando del rating. Esistono delle vere e proprie agenzie che si occupano apparentemente solo della stesura delle cosiddette pagelle. Di che cosa vivono queste agenzie di rating? Chi le paga?

A ogni modo, di là da questo ulteriore approfondimento, che richiederebbe pazienza e abbandono, nel momento in cui una banca di emissione del denaro e lo Stato o la Comunità cui essa appartiene ricevono un voto di declassamento, le banche che hanno acquistato del denaro da essi ne subiscono un danno a carattere inflazionistico: il potere d’acquisto del denaro diminuisce. Ma, come s’è premesso, essendo virtuosi e premurosi, i banchieri suggeriscono al padre di famiglia il pagamento di un plus assicurativo a tutela del debito. C’è un altro piccolo dettaglio: nessuna banca crede che le banche centrali possano fallire e, di conseguenza, nessuna banca acquista CDS. A dire il vero, li acquistano solamente per fini speculativi. S’immagini un uomo che, temendo che la propria moglie non riesca a fare la spesa a causa di un guasto all’autovettura, inviti la moglie, per gioco, a scommettere sull’ipotesi di guasto e impedimento, e, poco dopo, all’insaputa della moglie, corra a danneggiare il mezzo di trasporto per vincere la scommessa: si chiama sabotaggio. I CDS, come molti derivati, servono a questo, sono paragonabili alla scommessa del marito furbastro, con la differenza che, nel caso dei CDS, non c’è in gioco solo il rapporto tra moglie e marito, ma la solidità nazionale e l’affidabilità di un sistema monetario.

Quando gli istituti bancari acquistano CDS legati a determinati titoli obbligazionari, non fanno altro che mandare un messaggio al sistema finanziario dicendo che quella determinata nazione rischia. Quando le agenzie di rating, nel dare la pagella agli Stati, classificano un paese come poco solido, lo spread aumenta (…sarebbe incomprensibile altrimenti come possa esistere un differenziale tra i titoli italiani e quelli tedeschi, dato che entrambe le nazioni fanno capo alla stessa banca centrale ed ambedue sono soggette allo stesso tasso d’interesse!) e le banche prestano denaro a tassi sempre più alti poiché è alto il ‘rischio’ che dicono di correre. La nascita dello spread è un elemento voluto dal sistema finanziario per permettere la speculazione, un po’ come quando ci si inventò che Saddam Hussein possedeva le armi di distruzione di massa per poterlo attaccare e impossessarsi dei giacimenti petroliferi Iracheni. 

Allo stesso modo, non c’è alcuna differenza tra questo meccanismo e quello dei prodotti agroalimentari: a qualcuno conviene che il prezzo dei pomodori sia di 10 centesimi al kg, cosicché il contadino non ha più un interesse nella coltivazione intensiva e locale e le grandi lobby possono tranquillamente rifornirsi in ogni parte del mondo, speculando sui prodotti della terra e industrializzando la produzione. Per non parlare della necessità di rispettare gli accordi tra nazioni, vera ed unica manna dal cielo per la bilancia dei pagamenti nazionali, bilancia dei pagamenti che non riguarda solo le merci, ma anche i capitali, gli stessi capitali che tornano in circolo permettendo a qualcuno di specularci nuovamente sopra!
Sostanzialmente, il percorso finanziario compiuto dalla nostra richiesta di liquidità a una banca altro non è che la perfetta fluttuazione di regalie e riciclaggi, senza cui un consumatore non potrebbe vivere. Non è un caso che nessuno sia scontento di ricevere credito dalle banche! 

Purtroppo, tirare le somme vuol dire non già dare la soluzione, bensì prendere atto di un fenomeno immutabile e che non può svolgersi in maniera differente. La consapevolezza, a nostro avviso, non è cosa da poco.

Non c’è da meravigliarsi che i detentori di questo potere siano sempre imputati di qualche reato, reato che invece sembrerebbe una norma di operatività, che, prima o poi, si configura nell’espletamento della funzione, nella difesa del bene pubblico ai danni o del singolo cittadino o, come nella maggior parte dei casi, di un gruppo di cittadini. È inevitabile: o l’intera comunità, quindi il cosiddetto Stato, o il singolo cittadino, quindi l’anarchia.



Nessun commento:

Posta un commento