mercoledì 20 aprile 2016

IO SONO STATO UN MASSONE ATIPICO


Forse che le urla di un pescivendolo di un mercato rionale non hanno la stessa potenza di fascinazione che per lo più e tendenziosamente, è evocata dalle voci sulla Massoneria? I pescivendoli costretti a svegliarsi nel cuore della notte per recarsi al porto o al mercato ittico ad acquistare la propria mercanzia, certi di dovere trascorrere tutto il giorno sotto il sole, la pioggia, esposti al vento, continuamente perseguitati dall'ansia di dover 'far cassa', sono meno interessanti dei massoni? 

Io sono stato un Massone atipico, anomalo, forse anche impertinente. Sono stato anche pescatore e pescivendolo: per due anni. Di notte, andavo per mare con una barchetta lungo la costa che si estende da Selinunte a Mazara del Vallo, di mattina tentavo di vendere il pescato. Ai lettori chiedo unicamente un giudizio di obiettività e analisi critica, null'altro. Mi dolgo, infatti, di dover leggere, molto spesso, tra i commenti sui social network delle condanne premature e, addirittura, delle denunce fantasmagoriche. Vorrei ricordare che solo nei regimi dittatoriali si ricorre a un giudizio a priori che esclude il dialogo e censura la diversità.  Ho fatto un lungo cammino all'interno della Massoneria. Vi esorto a leggere fino in fondo, prima di emettere una sentenza sui miei propositi. 

Marzo 2005, Palermo, ore 18:00. Da circa un'ora passeggio nei pressi di piazza Bologni. La temperatura è mite e complice dell'attesa. So di dovere attendere, infatti, che qualcuno venga a prendermi: questo mi è stato detto qualche giorno prima per telefono da una voce estranea e io, rapito da suggestioni d'ogni genere e specie, mi attengo con scrupolo alla prescrizione. Sto per mettere piede in un tempio massonico per la prima volta nella mia vita. Fino ad ora, a tal proposito, ho acquisito nozioni letterarie, spunti giornalistici, ho sentito dire di tutto e di più. La Massoneria è una setta, è pericolosa, annovera tra i propri ranghi personaggi potenti ed in grado di influenzare i processi sociali. Io ne conosco già parecchi e non mi sono parsi così inquietanti. Anzi, a dire il vero, alcuni li ho trovati ridicoli e fumettistici; il che non mi ha mai privato di curiosità umana ed intellettuale, non mi ha mai demotivato. Fra poco, sarò iniziato, diventerò massone e ribadisco a me stesso d'esserne felice, orgoglioso, affascinato; entrerò a far parte d'un'Istituzione plurisecolare fondata sulla storia sacra e sulla simbologia delle scienze occulte. Chissà cosa mi aspetta. Il tempo passa, sono qui da due ore; di tanto in tanto, vedo passare uomini in abito nero, camicia bianca e cravatta nera. Sono indubbiamente i massoni. Anch'io sono vestito come loro perché mi è stato imposto da chi mi ha telefonato: aveva una voce ferma e stentorea. Non la dimenticherò mai più, ne sono certo. Ecco, tra giochi di fantasia e sbuffi d'impazienza, vedo avvicinarsi un uomo, punta a me con passo deciso. Mi affretto a conferirmi un'aria da intellettuale 'navigato'. D'altronde, sono un docente universitario, dovrebbe essere pertinente. Giunto a pochi passi da me, mi chiede di seguirlo, ma, nello stesso tempo, di mantenere una certa distanza. Obbedisco. Vengo condotto all'interno di un antico palazzo, nel cui atrio altri due massoni mi accolgono e mi bendano. Adesso, sento parecchie voci, una musica orchestrale che mi sembra di conoscere; qualcuno mi sussurra frasi bibliche per poi commentarle. Il mio nome viene ripetuto più volte e da diverse persone; riesco a capire ben poco, comprendo che si tratta della cerimonia d'Iniziazione; sono stanco e confuso, in piedi ormai da quasi cinque ore. Avevo studiato l'importanza delle prove per un profano, ma la differenza tra le mie letture e la realtà è incolmabile, tanto che presto finisco con lo smettere di pensare e mi abbandono ai suoni naturali e corali del rituale. 

Undici anni fa, quando fui stato iniziato, non sapevo ancora che quello sarebbe stato il mio primo atto di una lunga, intensa e ricca scena di partecipazione all'allegoria delle varie forme di aggregazione umana. Ne divenni protagonista a tal punto da occuparmi, negli anni, in qualità di Direttore delle Cerimonie, dei rituali di Iniziazione, Passaggio a Compagno di Mestiere ed Elevazione a Maestro di centinaia di Fratelli, prendendo parte, nel primo periodo, ai Lavori delle Logge della mia città, poi a quelli della mia regione e a quelli nazionali e, da ultimo, anche a quelli delle Logge estere. Nell'accingermi a dare il mio contributo scritto in merito alla dubbia e, spesso, ambigua relazione tra la Massoneria  e la società, confidando di riuscire a far luce dove troppe ombre si addensano, ho il netto ed inalienabile dovere di precisare la mia posizione: 1) io non sono il portavoce di alcuna Obbedienza; 2) il mio pensiero è qui articolato in modo del tutto libero e svincolato da parametri, regole e condizionamenti; 3) io sono un ex massone, mi sono messo 'in sonno' (...espressione adottata per indicare che un massone ha abbandonato l'Obbedienza) tre anni fa; 4) di là dalle oggettive conoscenze che in questa sede posso riportare a beneficio dei lettori, il pensiero critico e le tesi che da esso deriveranno sono da attribuire unicamente a me. 

L'italiano medio, il più delle volte, inganna sé stesso per compensazione, si tradisce per continuare a vivere di rimandi, rinuncia a riconoscere l'ovvietà e ad accontentarsi della realtà perché l'emozione della ricerca, l'eccitazione per qualcosa di nuovo o segreto e misterioso e l'esaltazione per la possibile e indicibile scoperta lo riscatterebbero di colpo dall'inerzia. Basterebbe semplicemente non farsi disinformare proprio allo scopo di trovare più emozionante, più eccitante e più esaltante di quanto immaginiamo quella stessa ingannevole realtà. È necessario sudare sui libri e scendere per le vie del mondo per informarsi e non farsi abbindolare da chi gioca col mistero. La colpa di questa associazione tra Massoneria e mistero è da attribuirsi anzitutto ai massoni stessi: in primo luogo, perché molti di loro si atteggiano a uomini criptici, sibillini e sfuggenti, come fossero depositari di verità arcane, laddove invece possono solo custodire il segreto del non avere segreti; in secondo luogo, perché, loro malgrado e nonostante il web 2.0, difettano terribilmente e grossolanamente in capacità di comunicazione. Vi assicuro che i Massoni colti e degni del proprio ruolo nella società, ancor prima che nella Massoneria, non hanno alcun bisogno di presentarsi come elusivi e inesplicabili. Io sono stato membro della Gran Loggia Regolare d'Italia e ho avuto l'onore di lavorare al fianco del Gran Maestro Fabio Venzi, il quale è del tutto estraneo a forme di autopropaganda cabalistica o a dichiarazioni da prestigiatore. Egli possiede il profilo dello studioso che, tra le altre cose, ha pubblicato parecchie monografie; della qual cosa si può avere prova tramite una semplice ricerca sul web o sul sito di pertinenza: non c'è alcunché di nascosto o occulto! Occorrerebbe leggere le Allocuzioni o i saggi di chi conosce bene l'argomento pubblicati da editori normali  per potersi esprimere con obiettività, anziché girovagare tra le pagine web dei cercatori di notorietà.  

A questo punto, è appena il caso di fare un passo indietro e rivolgere l'attenzione alla nascita del rapporto tra un cittadino italiano e la Massoneria perché, dappertutto, si sente dire che la Massoneria è una società segreta ed occulta. Si tratta di una delle tante bufale. Le liste degli iscritti alla Massoneria sono costantemente a disposizione del Ministero dell'Interno per Legge. C'è da aggiungere che, quando un profano fa richiesta di ingresso, è obbligato a presentare all'Obbedienza il certificato dei carichi penali pendenti e quello del casellario giudiziario, documenti, questi, che escludono la nascita di formazioni eversive o segrete. Il dossier riguardante ogni singolo massone viene costituito all'interno della Loggia presso la quale è stata fatta la richiesta per poi giungere alla sede romana della Gran Segreteria nazionale e quindi a disposizione delle istituzioni attraverso l'esame della Gran Segreteria Regionale: né più né meno di quanto accade all'interno di una normale associazione o di un sindacato. La Massoneria è stata, è vero, una società segreta, ma lo è stata perché il fascismo l'aveva messa al bando o perché, nel tempo, organizzazioni paramassoniche o filomassoniche si opponevano ai regimi monarchici antidemocratici. Mi sembra che la segretezza dovuta alla messa al bando ad opera del fascismo sia cosa ben diversa dalla segretezza costruita dalla gente. Gli indirizzi delle principali case massoniche sono ormai a portata di clic. Io non voglio dare al lettore l'impressione d'essere fazioso o schierato in difesa d'un qualche partito: ne sono uscito contestando alcuni aspetti, quindi non posso di certo essere bollato come 'partigiano'. Non nego infatti che le Obbedienze abbiano costruito e gestito delle forme di potere e che, in taluni casi, il potere sia stato utilizzato nello sviluppo del malaffare, ma ciò è accaduto ed accade in qualsiasi forma di aggregazione umana. La Chiesa dello IOR o dell'Opus Dei  è forse stata esente da malversazione o corruzione o esportazione di capitali? No, eppure non possiamo per questo condannare tutta la Chiesa, compresa quella fatta di uomini di Fede e sincera devozione, cioè quell'istituzione che ha anche dato un sano e forte contributo alla civilizzazione delle masse dal medioevo in poi. Di cosa ci si scandalizza? Che un Monti o un Letta o un Berlusconi possano essere o essere stati degli affiliati alla Massoneria? 


Cosa significa la loro affiliazione? Che Massoneria equivale a potere occulto o a corruzione? Nient'affatto! Un uomo di autentico potere e che ha segreti significativi, credetemi, non li espone ad una Loggia, li divide solamente con pochi. Si pensa per caso che la gestione dei ruoli di docenza delle università sia meno occulta o sospetta? Ciò, tuttavia, non mi ha mai indotto a credere che l'università fosse tutta un disastro perché non è così: io non sono alla ricerca di scandali o di misteri; sono alla ricerca di un esame attento della realtà, che non è né bella né brutta, è quel che è. Si chiede forse l'esistenza di una società senza potere? È un'assurda sciocchezza: io non sono né ricco né potente, come non lo sono tutti i massoni, ma non posso lasciarmi sgomentare o scandalizzare dalla presenza dei ricchi e dei potenti. Molto probabilmente, a me non sono stati rivelati i grandi segreti del potere, per carità! 

A dire il vero, io rimprovero al mio ex Gran Maestro e alla sua Obbedienza il contrario di quanto erroneamente gli rimprovera la società, cioè l'eccessiva distanza dall'economia reale e dai processi sociali, poiché qualsivoglia associazione di uomini, pur correndo il rischio di sbagliare e di corrompersi, ha il dovere di produrre benessere per coloro che ne fanno parte e, di conseguenza, per la comunità civile. Il ruolo della Massoneria nella nascita degli stati moderni è stato decisivo, ma anche questo passa sotto silenzio, sembra essere dimenticato. Quando gli uomini si riuniscono sotto un marchio, un vessillo, una tradizione, lo fanno per una inequivocabile esigenza antropologica: difendere sé stessi e la continuità della specie, quindi diventare più forti. Lo stesso dicasi per un sindacato, che dovrebbe tutelare i propri iscritti: in virtù dei numeri, esso conquista potere contrattuale. Uno dei compiti della Massoneria dovrebbe consistere nella mutua assistenza e nel tutelare anzitutto i propri adepti, ma vi assicuro che questo non accade molto di frequente, come invece si pensa. 

Io, per due anni, sono stato un dipendente della Gran Loggia Regolare d'Italia, ricevevo una regolarissima busta paga, con la scritta Gran Loggia Regolare d'Italia e relativo codice azienda sotto la voce Ragione Sociale, una chiara vidimazione INAIL e le famigerate ritenute IRPEF. Il netto corrispondeva a € 1.200,00. Altro che ricco e potente! Tra le altre cose, questo mio compito retribuito suscitò tale e tanta invidia attorno a me che il mio stipendio fu presto tagliato, come la stessa iniziativa editoriale. Mi sarebbe gradito capire, a questo punto, dove sono le occulte trame. Se le conoscete, ditemelo, perché io, in quasi dieci anni, non le ho trovate! Tra le altre cose, credo di avere meritato pienamente questo incarico, in base al quale curavo principalmente la realizzazione e la pubblicazione di due riviste periodiche interne (…anch'esse comunque accessibili tramite il sito). Se per segreto s'intende quello relativo alle parole di passo, ai segni ed ai toccamenti che i Fratelli usano sia nello svolgimento del rituale sia come forma di riconoscimento, allora non si è compresa la vera natura della Massoneria: essa è una società iniziatica che svolge i propri Lavori in nome della Tradizione spirituale del Volume della Legge Sacra (Antico Testamento), aperta a qualsiasi religione e fondata interamente su simboli ed allegorie. 

Come nelle antiche società iniziatiche - quella pitagorica è sicuramente una tra le più importanti e da cui la Massoneria trae ispirazione -, nel rispetto della Tradizione, il codice adottato implica la conoscenza graduale dei vari aspetti dell'Ordine. Così, il novizio, ovvero l'apprendista, può partecipare soltanto ai Lavori del primo grado, è obbligato a mantenere il silenzio e deve uscire dal Tempio, se il Maestro Venerabile apre la Loggia nel secondo grado, cui invece partecipano Compagni di Mestiere e Maestri Muratori. In terzo grado restano solamente i Maestri. Io ho raggiunto il grado di Maestro solo al mio quarto anno di appartenenza. Oggi, la divulgazione a mezzo web ha pure determinato la rivelazione di queste parole, dal primo all'ultimo grado. Io voglio restare fedele a ciò per cui ho garantito un alto e solenne impegno. 

Purtroppo, mentre la gente comune s'impegna a rintracciare la pericolosità dei massoni, la Massoneria ha smesso di essere selettiva e ha cominciato ad ammettere soggetti che sembrano venire fuori dall'Opera da tre soldi di Bertolt Brecht. È evidente che tanto maggiore è il numero degli iscritti quanto maggiori sono le entrate: si chiama ragion di stato. Vi sembro presuntuoso? Può darsi che io lo sia, ma almeno posso dire ad alta voce di avere un curriculum di 17 pagine, avere pubblicato più di dieci libri, tra saggistica e narrativa, avere visitato, per lavoro, almeno un quarto di mondo e, ovviamente, nonostante tutto questo, ho vissuto uno sferzante disagio economico. Chissà, forse proprio perché sono stato un massone o non sono stato talmente bravo da farmi amare ed aiutare. 

La Massoneria è manchevole e dovrebbe rimediare immediatamente ai propri errori economico-sociali, ma dovrebbe far seguire una corretta comunicazione alla realizzazione di opere imprenditoriali, il che non dovrebbe tradursi necessariamente nel pettegolezzo dei nomi. Forse, sarebbe più divertente, se io mi mettessi a fare nomi ed a raccontare aneddoti, ma ciascuno di noi deve pur avere la libertà di decidere se riferire ad altri ciò che fa nella propria vita. 

Qualche massone è banchiere o rappresentante politico? Sicuramente qualcuno lo è, ma, per sillogismo, il fatto che qualche massone è banchiere o qualcos'altro non implica che tutti lo siano, anche ammettendo che dire banchiere equivalga a dire male. 

Massoneria: una parolona indefinibile, un'espressione enigmatica, un richiamo al mistero. Chi vi si avvicina dall'esterno e con superficialità è spinto a scorgervi quasi sempre intrighi, complotti ed oscure trame. È davvero questa la verità dei fatti?

L'idea secondo cui le Officine sarebbero luogo di ritrovo di loschi figuri dediti all'eversione, al malaffare ed alla difesa d'inaccessibili segreti è ridicola. Non è così! Il linguaggio giornalistico e la sua ingenua e malevola interpretazione hanno contribuito parecchio alla genesi di veri e propri fantasmi. Il sostantivo 'esoterismo', per esempio, fa quasi sempre impazzire giornalisti e curiosi, che sfruttano la fantasia popolare per tracciare le linee di chissà quale ordine occulto mondiale. L'unico segreto che i massoni, oggi, possano custodire è il segreto del non potere avere segreti, che, se svelato, li renderebbe meno importanti agli occhi del grande pubblico. Nulla di più. Lo ripeto: chi può nascondere qualcosa non va a raccontarlo ad una Loggia. 

Non esiste alcuna seria forma di interazione tra la Massoneria e la gente perché, molto probabilmente, i governanti sono arroccati su posizioni obsolete e non sanno farsi interpreti dei cambiamenti della società. Basta dare un'occhiata ai loro siti web (http://www.grandeoriente.it/ - http://www.glri.it/) per farsi un'idea netta di quanto ho appena scritto. Sono pieni di inesattezze grafico-comunicative, oltre a mostrarsi molto kitsch.

Oggi, con cocente rammarico, penso e ripenso alla mia appartenenza e Dio solo sa quanto avrei voluto riprendere il mio cammino, ma le condizioni non dipendono dal singolo massone, come qualcuno dice erroneamente, trascurando, forse a sua insaputa, esoteristi come Guénon ed Evola, che sostengono il contrario. La costruzione del Tempio di Salomone (http://it.wikipedia.org/wiki/Tempio_di_Salomone), che si trova nel primo Libro dei Re, è una tra le più belle e significative allegorie della letteratura sacra: vi si possono riscontrare entrambe le direttrici esistenziali della scelta massonica: quella socio-economica e quella spirituale e rituale. Alleanza di progetto  quindi produttività e benessere , Fede e Libertà dovrebbero essere le autentiche tre Colonne. La Fede può appartenere al singolo individuo vivente, è vero, ma non l'Alleanza e la Libertà, che possono scaturire solo dall'estensione della Fede alla realtà. Io ammetto di non essere mai stato bravo a farmi amare dai miei Fratelli a causa del mio temperamento sanguigno e battagliero; avrei fatto bene in molte occasioni a chiudere gli occhi contro l'insipienza, ma non posso rinnegare tutto ciò che ho fatto, quand'anche si sia trattato di lottare contro i mulini a vento. 

Credo ancora fermamente in un'economia di comunione e se, un giorno, ne avrò facoltà, me ne farò promotore.

3 commenti:

  1. "sono alla ricerca di un esame attento della realtà, che non è né bella né brutta, è quel che è. Si chiede forse l'esistenza di una società senza potere?"
    "La Chiesa dello IOR o dell'Opus Dei è forse stata esente da malversazione o corruzione o esportazione di capitali? No, eppure non possiamo per questo condannare tutta la Chiesa"
    In fondo il giudizio non fa parte della partigianeria e dell'appartenenza?
    Molti distinguono l'altro da sé con categorie assolute: divisi in sacchi, gli elementi sani da quelli marci, mi ritrovai nell'unico sacco, l'asciando gli altri imputridire.


    Bella testimonianza.
    Un caro saluto

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    1. Mio stimato amico, anche in questo caso - come nel'articolo sul sessantotto - la mia risposta giunge in ritardo e me ne scuso. Il mio, credimi, è uno sforzo quotidiano, talvolta limpido e anticipatore, talaltra offuscato e impreciso, ma si tratta di un lavoro di ricostruzione della realtà. Può sembrare strano, ma, nel risponderti, mi viene in mente il romanzo di Pasolini 'Ragazzi di vita', dove la strada e le esperienze essenziali prevalgono sugli '-ismi' e sulle ipotesi sociologiche o antropologiche. Ecco, io tento umilmente di portare tutto sulla strada.

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  2. In effetti, mio caro Francesco, mi piace la prospettiva della strada.
    In generale mi piace la realtà vissuta da dentro. Lo sforzo che fai nelle tue ricostruzioni è ben ripagato. Mi piacciono molto alcuni presupposti di analisi. Spesso li condivido quasi pienamente. Non concordo sempre su tutto, ma io litigherei anche con me stesso.
    Un grosso saluto.
    Buon lavoro

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