sabato 21 marzo 2015

L'ITALIANO SCHIACCIATO DALL'INGLESE... E I MANAGER FIOCCANO


Gl'inglesi sono generosi o, forse, troppo furbi per essere considerati generosi; si sono lasciato rubare un bel po' di materiale linguistico, specie quello dell'informatica e della socializzazione che n'è venuta fuori. Gl'italiani, come spesso accade, stanno impalati a guardare: "se tutti rubano, rubiamo pure noi!" sembrerebbe essere la regola d’oro. Un tempo, eravamo costretti a subire la lingua altrui. Arabi, francesi, spagnoli e austriaci sono venuti a farci sgradita visita inaspettatamente. Adesso, invece, ancora insoddisfatti e non potendo più concedere un territorio, chiediamo indirettamente di essere dominati e lo facciamo con le parole, ormai disseminate come armi batteriologiche. I personaggi più in vista del mondo dell’informatica sociale sono blogger, content manager, digital media strategist, web writer, web marketing manager, personal branding manager, copywriter, freelancer e Dio solo sa quanti ne ho dimenticati. Dove hanno studiato per essere content manager? Su quali testi per diventare blogger? Perché si definiscono manager? A voler essere pignoli, un content manager è uno che possiede certi contenuti. E ancora: manager di che? Il manager dovrebbe essere una specie di dirigente, uno che gestisce risorse umane e materiali, non un questuante che fa qualche esperienza di gruppo o si proclama capo carismatico e leader del non-so-che. Si scopre, tra le altre cose, che le loro pagine sono un eden del web, attraversate da colori riposanti e benefici, piene di inviti ad agire per il bene dell'economia personale, farcite di consigli tecnici. Oggi, intendiamoci, avere un blog e scrivere, pur non avendo letto interamente più di dieci libri nella propria vita, vuol dire essere uomini di successo. Apparentemente! Comecchessia, abbiamo già un dato allarmante: il linguaggio, tra parole e immagini, può modificare la realtà in modo determinante, soprattutto nella rete. Dunque: prudenza e parsimonia sarebbero gradite. Onestà e trasparenza sono virtù della fantasia non richieste ormai anche perché, come s’è visto, in inglese, è tutto fin troppo bello! Io, frattanto, mi sono divertito a fare la parte del cattivo delle fiabe o del vendicatore della lingua italiana e, come spesso mi capita, mi sono intrufolato tra le pagine di questi dispensatori anglofili di felicità. Ne sono uscito sconvolto, ma vi ho portato in dono tre periodi abbastanza "pericolosi". Si tratta della scrittura dei già noti blogger & Co. Facciamo l’analisi del primo periodo!

<<Fra una settimana esatta parte il "Social Media, SEO & Web Marketing Super Summit 2013": sarà un evento con 50 interviste/presentazioni (...)>>

Questo è sicuramente il meno preoccupante, pur recando in sé un'inesattezza piuttosto in voga. Fra una settimana parte (…). Volenti o nolenti, dobbiamo accettare che la determinazione di tempo Fra una settimana vuole, per lo più, il tempo futuro e non il presente. In alcuni brani, si ammettono le eccezioni dovute ai cosiddetti tempi narrativi, in virtù dei quali l'autore può decidere di impostare tutto il testo con il registro del presente. Ma non è questo il caso, dal momento che l'autore ha smentito sé stesso, poco dopo, con la terza persona singolare del futuro semplice del verbo essere: sarà un evento (…) E' evidente che questo errore è veniale e merita tutta la nostra tolleranza, sebbene ci permetta di correggere uno dei tanti e comuni errori. Lo stesso non può dirsi dell'errore successivo.

<<Il fatto che stai creando degli ottimi contenuti per il tuo blog o sito web ma non riesci ad ottenere il traffico, i commenti e le condivisioni che meriti..>>

Ci sarebbe da cospargersi il capo di cenere e strapparsi le vesti. Da dove cominciamo? Mio zio, che ha conseguito il diploma di scuola media inferiore serale e ha una lunga carriera da netturbino, riesce almeno a farsi capire perché, essendo un devoto uomo di chiesa, ha sempre letto con attenzione la bibbia. E ha imparato molto. Il fatto che (…), poi il nulla! L'autore avrebbe forse voluto costruire una dichiarativa? Una soggettiva? E' difficile parlare di veri e propri errori perché il testo non ha né capo né coda. Il testo non esiste, come non esiste la punteggiatura. Quei due puntini finali poi sono una delizia, anche se potrebbero essere frutto di una svista. Mio zio non s’è mai presentato come dirigente o scrittore dei netturbini. Eppure, sarebbe stato sufficiente rileggere il periodo per rendersi conto dell'ecatombe grammaticale. Il messaggio resta pure sospeso nel limbo: Il fatto che stai creando et cetera (…) cosa implica? Cosa significa questo fatto? Passiamo al terzo periodo, che riassume tutti i difetti psicoattitudinali di genere e specie perché chi ha scritto nel modo che segue si definisce writer, scrittore! Come al solito, basta dirlo in inglese per produrre titoli e allegria.

<<Facile e difficile allo stesso tempo, come quando devi completamente denudarti per confessare alla persona che senza mai stancarsi ti sta guardando dritto negli occhi che la ami e che lei è la scelta della tua vita. Ecco, allo stesso modo facile e difficile è per me spiegarti perché scrivo. Facile perché la scrittura semplicemente …>>

Su questo frammento si potrebbe scrivere un'intera grammatica. L'autore ci avverte che facile e difficile è spiegarti perché scrivo e noi ringraziamo, ma comprendiamo immediatamente la difficoltà paventata nella scrittura e non pretendiamo altre spiegazioni. Sembra di essere catapultati in un film di mafia con Al Pacino.


CAPO: <<Ehi, Frank, che fine ha fatto John?>>
SCAGNOZZO: <<Morto è, tranquillo!>>


Ne Il giorno della civetta Sciascia narra una scena simile. L'autista dell’autobus, interrogato per un omicidio avvenuto sul proprio mezzo, così risponde ai carabinieri: <<Io la strada guardo.>>. E se tutto questo è fatto a bella posta per regalarci una sinchisi o un'anastrofe, una qualsivoglia figura dell'ordine? Beh, filosofeggiando: il possibile non è mai in contraddizione con ciò che si può realizzare... Tuttavia, è in contraddizione con ciò che si dovrebbe capire. Andiamo avanti, anche se mi tocca fare uno schemino con carta e penna per analizzare il testo! Ci sono esattamente una subordinata di I grado, due subordinate di II grado e due subordinate di III grado e le une sono intrecciate con le altre con incidentali, senza punteggiatura e senza ordine semantico. Insomma, per confessare l’amore a qualcuno è proprio necessario fargli venire un colpo apoplettico o una crisi d'asma?



In conclusione, ho il dovere di addolcire un po’ la pillola. Non si faccia mai di tutta l’erba un fascio! L'ho già scritto e lo ripeto. I lavori di Riccardo Scandellari, Rudy Bandiera, Claudio Gagliardini et al., per esempio, sono belli, utili e scorrevoli. Riccardo Scandellari e gli altri summenzionati, infatti, sono dei professionisti autentici, come ce ne sono pochi: lo si apprende dalla compostezza della loro scrittura e dall'efficacia dei loro contenuti, tutti basati su ricerche scientifiche e trasparenza del linguaggio.

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