sabato 21 febbraio 2015

DIFFICILE DA DIRE O DIFFICILE A DIRSI?



E’ divertente leggere, quasi dappertutto, la frase Duri da uccidere, assunta ormai come slogan per promuovere i muscolosi e imbattibili superuomini d’origine holliwoodiana. Il diletto si trae dalla quantità di strafalcioni che gli autori della frase riescono a produrre. Duri da uccidere, infatti, significa Duri che devono essere uccisi: in pratica, il significato è esattamente opposto a quello che si vuole veicolare. Da uccidere altro non è che una subordinata relativa impersonale la cui area semantica è costituita dal verbo transitivo uccidere, che, in questo caso, si rende con una forma passiva! Il mutamento d’uso della lingua non può e non deve diventare "accomodamento". L’epoca della brevità del discorso e della rapidità della comunicazione non può essere fraintesa quale opportunità dell’annientamento dei significati. Checché se ne dica, la semantica, oggi, specie sul web, è esposta a un grosso rischio. Non è un caso, infatti, che molte delle conversazioni avviate tramite i commenti dei Social Network sembrino "insalate di parole" o "interazioni tangenziali": nella maggior parte dei casi, ciò che manca è la pertinenza alla traccia proposta da chi elabora il primo post. Tra i principali responsabili, è possibile denunciare il comportamento dei cosiddetti influencers o guru del sistema Social Media Marketing, i quali, pur di veder crescere la propria indicizzazione e la propria popolarità, raccattano cataste di parole, noncuranti di punteggiatura e contenuti. Dunque: Difficile da dire "si può dire"? Di fatto, non si può dire, anche se l’espressione s’è fatta largo tra le pieghe del linguaggio. Correttamente, si dovrebbe dire Difficile a dirsi. Ad accreditare questa regoletta intervengono, ancora una volta, i grammatici latini, che, assieme a quelli greci, sono dei veri e propri guastafeste, facendoci notare che, in questi casi e unicamente coi verbi transitivi, bisogna adottare il supino passivo, un sostantivo verbale che si impiega in dipendenza da aggettivi come facilis e difficilis. Com’è facile a comprendersi anche senza particolari competenze, la frase latina Difficile (est) dictu si traduce con Difficile a dirsi e non con Difficile da dire. Il corpus delle grammatiche classiche si realizzava attraverso lo studio delle occorrenze, cioè, in poche parole, con una ricerca meticolosa fatta dai grammatici e grazie alla quale si rintracciavano tutte quelle volte in cui un determinato verbo, per esempio, era utilizzato da un determinato autore ed in che modo. 

1 commento:

  1. Da studente della lingua italiana, trovo questa spiegazione molto utile. La ringrazio.

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